Con le sue ossa scomposte di rinoceronte preistorico ha passato milioni di anni nascosto nelle pieghe della terra e adesso si prende il piacere di ricomparire tutt’intero. Torna, in duplice copia, nel campo di grano, in cui casualmente fu trovato, e in cima a una collina dove lo sguardo, sotto un cielo terso, si perde fino al Monviso.
Il rinoceronte artistico, per scelta dei bambini di Roatto, si chiama Alfonso. La prima scultura compare nel terreno agricolo dove, nel 1989, lo scoprì l’aratro; la seconda nel punto più panoramico del paese, guardato dai simboli della vita comunitaria: il municipio, la chiesa, il castello.
Ritrovamenti paleontologici: risale al 1989 la scoperta del rinoceronte (Stephanorhinus jeanvireti), estratto nel 1991. Si tratta dell’ultimo rinvenimento paleontologico avvenuto nell’Astigiano. Lo scheletro (incompleto) dell’animale preistorico è custodito al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.